Le variabili


La variabile è l’elemento fondamentale su cui si basa la programmazione, non è possibile concepire un programma, in qualsiasi linguaggio, che non faccia uso di questo mezzo. Ci sono diverse tipologie di variabili ma quelle che vedremo in questo capitolo saranno quelle fondamentali:

La prima viene utilizzata per memorizzare e maneggiare dei numeri su cui poter fare dei calcoli, mentre la seconda contiene una serie di caratteri non numerici. La variabile alfanumerica può contenere anch’essa una serie di numeri, ma per la natura della variabile che li contiene non possono essere utilizzati per i calcoli. Entrambe le tipologie si suddividono a loro volta in diversi tipi, che si differenziano tra loro sostanzialmente per lo spazio che occupano in memoria, quindi di conseguenza per la grandezza del dato che possono immagazzinare.

Cerchiamo di capire meglio questo fatto. Se ho bisogno di una variabile che contenga solo i 12 mesi dell’anno (da 1 a 12) è inutile utilizzarne una che gestisca numeri grandissimi. Oppure se devo utilizzare una variabile alfanumerica che contenga il nome di una persona è inutile utilizzarne una che mi possa contenere giga di testo, non vi pare? Pertanto nel Pascal esistono diverse classi di variabili anche se gestiscono lo stesso dato. In questa sessione vedremo solo una parte dei tipi disponibili, quelli più comune. Comunque per una descrizione più dettagliata potete riferirvi all’help incluso in Delphi.

Variabili numeriche:

Come vedete la scelta è tanta, e questa e solo una parte. Ma non vi preoccupate quando vi serve c’è l’help che vi aiuta a decidere quale utilizzare. Col tempo imparerete a fare uso solo di alcuni tipi e solo in casi particolari ve li studiate per decidere quale è meglio utilizzare. Per le variabili alfanumeriche (o stringhe) è un po’ più semplice, abbiamo:

Dopo questa doverosa schematizzazione passiamo a un altro comando utilizzato per assegnare un valore a una variabile. A scuola per assegnare un numero a una variabile si usa il segno uguale “=”, in Pascal si usa “:=”. Pertanto se ho una variabile numerica “A” e devo assegnargli il valore “3.14” devo scrivere così:


A := 3.14;


Questa sintassi vale anche per le stringhe. Se per esempio alla variabile alfanumerica “Cognome” devo assegnare il nome di una persona bisogna fare così:


Cognome := ‘Vercingetorige’;


Come potete notare il valore stringa da assegnare alla variabile alfanumerica deve essere compreso tra due virgolette, se la stringa contiene anch’essa una o più virgolette, allora diventa così:


Cognome := ‘Dell’’amore’;


Come si vede in presenza di un apostrofo si raddoppiano le virgolette.

Abbiamo detto che le alfanumeriche memorizzano stringhe, e tutto quello che vediamo scritto su una form o in un file, sono stringhe. Quindi una variabile numerica non viene e non deve essere usata per scrivere qualcosa su una form, quindi se serve scrivere un numero in un punto della mia form devo usare una variabile stringa. Esempio:


NumeroStringa := ‘3.14’;


Il valore scritto nella variabile NumeroStringa non può essere usato per effettuare calcoli matematici, le virgolette che racchiudono il dato dimostrano che non è un numero. Spero sia chiaro la differenza tra un numero e una stringa e credo sia comprensibile che non si può assegnare un numero a una variabile stringa o viceversa. Ogni volta che si tenta di fare qualcosa che non è possibile, l’editor di Delphi segnala l’errore ed evidenzia in rosso quello che non va.

L’ultima cosa che riguarda questo argomento prima di fare qualche esempio, è quello che una variabile prima di poterla utilizzare nel programma, va dichiarata. Dichiarare una variabile non è altro che un modo di far conoscere al programma le variabili che si utilizzano e di che tipo sono, inoltre non possono esistere due variabili con lo stesso nome. Vedremo nel prossimo capitolo come si effettua questa operazione, scoprirete anche che tante cose sono più complicare a dirle che a farle.

Ora passiamo a qualche esempio, anche se è superfluo.

Non credo ci sia niente da spiegare, si vede che dopo la dichiarazione delle variabili abbiamo assegnato un valore alle prime due mentre la terza contiene una operazione fatta sui valori contenuti nelle prime due.

Un esempio per le stringhe potrebbe essere questo:

Anche in questo caso mi sembra sia abbastanza intuitivo, dopo la dichiarazione e l’assegnazione dei valori si effettua l’operazione, l’unica cosa è lo spazio racchiuso tra le virgolette sommato tra le due variabili. Questo ci serve altrimenti sommando le stringhe senza una separazione il risultato sarebbe stato questo “Ti voglio tantobene cara”.

I due tipi di variabili che abbiamo visto fino a ora sono le fondamentali, quelle più utilizzate, ma non sono le uniche, basti pensare che è possibile dichiarare una variabile di tipo oggetto. Per esempio noi abbiamo visto che la proprietà Font è in realtà un oggetto che rappresenta tutte le caratteristiche descrittive di un carattere, più precisamente Font è una variabile di tipo TFont. Noi possiamo dichiarare per conto nostro una variabile di questo tipo, per esempio:


MioFont è una variabile di tipo TFont;


In effetti tutte le proprietà di un oggetto sono variabili, anche la semplice Caption è una variabile di tipo TCaption. Ritorneremo sulle variabili oggetto nei prossimi capitoli, dopo aver fatto altra pratica e capito qualcosa in più.

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