Delphi
Delphi è un programma che ci aiuta moltissimo nella stesura del nostro progetto, nel capitolo precedente abbiamo visto come sia semplice realizzare la sola interfaccia con l’utente, senza peraltro scrivere nulla, con soli pochi clic del mouse. Se vogliamo che premendo un pulsante succeda qualcosa dobbiamo scrivere, ma prima di scrivere diamo un’occhiata a Delphi.
Per prima cosa direi di salvare il nostro progetto, se avete già provato a chiudere Delphi per motivi vostri, avrete constatato che se si tenta di uscire dal programma senza aver salvato il progetto, come logico che sia, chiede di salvarlo. Se invece non siete in questa condizione basta selezionare dal menù principale “File\Save Project As...” e comparirà la medesima finestra, lasciate i nomi che propone, per ora vanno bene.
Io preferisco creare una cartella per ogni progetto così li conservo ordinati e se capita un file con lo stesso nome, non viene sovrascritto. Pertanto nella finestra che si è aperta (per default viene proposta “Documenti\Borland Studio Projects” ma possiamo scegliere la destinazione che ci pare) creare una cartella (con tastino destro del mouse “Nuovo\Cartella”) e chiamarla “Progetto 1”.

I salvataggi richiesti sono due: uno per la form che stiamo lavorando e uno per il progetto (poi vedremo meglio come è strutturato un progetto in Delphi). Se ora andiamo a vedere cosa ha salvato Delphi (nella cartella ‘Progetto 1’), noteremo diversi tipi di file e si capisce che anche se non abbiamo scritto niente Delphi ha scritto qualcosa per noi. Il file eseguibile lo troveremo nella posizione di default indicata prima “Documenti\Borland Studio Projects” ma possiamo decidere noi dove far finire gli eseguibili e vediamo come: selezionando la voce “Project” nel menù in alto, comparirà la lista completa di quello che possiamo fare con questo progetto:

tra le altre cose vediamo che possiamo compilare (creare l’eseguibile) il nostro progetto “Compile” oppure controllare la sintassi di quello che abbiamo scritto (non è il nostro caso) “Syntax Check” e in fondo troviamo “Options”, cliccare questa voce per accedere alle opzioni del nostro progetto.
Selezionando la voce “Directories/Conditionals” possiamo indicare a Delphi le cartelle dove salvare alcune cose, la prima in alto è quella che ci interessa per ora, quindi scrivete nella edit “Output directory” la cartella dove salvare l’eseguibile (per esempio “C:\Progetti\exe”) oppure selezionarla manualmente premendo il piccolo tasto a destra della edit. Premete ok e provate a compilare il progetto senza lanciarlo “Project\Compile Project1”, infine verificate che nella cartella selezionata prima, ci sia il vostro eseguibile.
Il file eseguibile che abbiamo creato è stand-alone, ossia funziona da solo e non ha bisogno di nessuna interfaccia per essere eseguito e lo potete provare voi stessi lanciandolo su diverse macchine anche con sistemi Windows diversi.
Ritornando nella finestra delle impostazioni del progetto (ripetiamolo “Project\Options”) e clicchiamo di nuovo nella sezione “Directories/Conditionals”, e osserviamo la seconda voce della lista “Unit output directory”, qui ci fermiamo un attimo.
Abbiamo visto prima che salvando il nostro progetto vengono creati diversi file, tra questi possiamo notare i file con estensione ‘.pas’ e ‘.dfm’ che portano il nome della nostra etichetta del riquadro centrale di Delphi;

quindi è logico pensare che in questi due file vi siano memorizzate tutte le informazioni riguardo alla nostra form. E infatti così è, nel file ‘.dfm’ viene memorizzata la composizione della nostra form (è possibile visualizzare questo file con il blocco note) e viene gestito direttamente da Delphi, mentre nel file ‘.pas’ viene salvato il nostro codice di programma che andremo a scrivere, il cuore del nostro progetto. Quindi ricapitolando: avremo due file per ogni form contenuta nel nostro progetto più il file di progetto vero è proprio, quello che darà poi il nome al nostro programma e che porta l’estensione ‘.dpr’. L’operazione opposta al salvataggio, l’apertura del progetto, si ottiene selezionando “File\Open Project” e aprendo proprio questo file.
In fase di compilazione, Delphi legge le informazioni contenute nei due file (pas e dfm) e crea una copia intermedia chiamata ‘dcu’ (Delphi Compiled Unit) quindi compila il progetto creando l’eseguibile. I file ‘.dcu’ possono essere salvati in una posizione diversa da quella del progetto, ed è qui che viene interessata la seconda voce nella lista delle directory che abbiamo lasciato in sospeso prima.
Ritornando allora nella finestra delle impostazioni del progetto, indichiamo nella box “Unit output directory” la stessa cartella utilizzata per salvare l’eseguibile:

in questo modo tutti i file generati durante la compilazione finiscono nella medesima cartella, se volete potete anche decidere di indirizzare i file ‘.dcu’ in un’altra posizione. Ultima cosa prima di chiudere questa sezione, spuntate la scelta “Default” in basso, così ogni progetto nuovo che creeremo avrà per default questi dati. Ricompilate e osservate il risultato. I file compilati dcu non
servono all’esecuzione dell’eseguibile ottenuto, pertanto alla fine della stesura del nostro progetto possiamo anche cancellarli.
Capito come gestire i file generati rivolgiamo uno sguardo al nostro ambiente di sviluppo e cerchiamo di renderlo un poco più funzionale. Si intende che questi che vi darò sono solo consigli, in seguito quando avrete preso più dimestichezza sistemerete le cose come vi pare. Chiudiamo subito le due finestre che per ora non servono, quella in alto a sinistra e quella in alto a destra (Structure e Project Manager).

In questo modo avremo il lato sinistro dedicato completamente alla lista delle proprietà dell’oggetto selezionato nella form, mentre a destra i componenti che possiamo inserire nella form. Possiamo anche modificare la barra dei pulsanti per renderla più comoda al nostro utilizzo: tastino destro del mouse sulla barra e selezionare “Customize”. La finestra che compare è quella classica di tutti i programmi, tante cose ancora non le conosciamo e di molti pulsanti non sappiamo la loro funzione, ma sono anche tanti quelli conosciuti, specie quelli utilizzati in molti programmi di word processor: vedi la categoria “Editing” oppure “File” e “Search”. Potete anche lasciare tutto com’è e dedicarvi alla barra quando ne saprete di più.
Alla fine salviamo il nostro desktop così da poterlo ricaricare se per qualche motivo lo perdiamo: in alto vi è un piccolo riquadro con la scritta “Default Layout”

cliccate sul primo pulsante e date un nome al salvataggio, mentre con il due potete sceglierne uno per quando lanciamo il programma, per modificare il layout in qualsiasi momento selezionarlo direttamente dalla lista a discesa.
E’ il turno ora di sistemare un poco l’Object Inspector, infatti così come non è semplice trovare le proprietà (Properties) che cerchiamo, almeno per alcuni, quindi dal menù locale (tastino destro del mouse sulla lista) selezioniamo “Arrange\By Name”, così facendo ordiniamo la lista in ordine alfabetico e sarà più facile, una volta preso dimestichezza, trovare le proprietà che ci interessano in modo veloce. Altre opzioni riguardo a questa lista le trovate sotto la voce “Properties”, sempre nel menù locale, dove potete modificare anche i colori.
Nella Tool Palette a destra c’è poco da fare, io spunto solo “Auto Collapse Categories” (nel menù locale) così le categorie si chiudono da sole se ne apro un’altra, senza avere così un lista infinita. Provate.